"L'ultima partenza di Bassi"

Mille Miglia 1950

La notorietà di Bassi era ormai giunta ai massimi

livelli, era amato e stimato non solo dai Bresciani,

ma soprattutto dalla maggior parte degli esperti internazionali,

per la sua guida ed il suo modo di tenere il volante

“come un libro aperto “.

Nel 1950 dopo aver nuovamente vinto la 24 ore di Spa

con il monzese Brambilla su una Fiat 1100 Sport, riuscì

attraverso l’ amico Aldo Berardi, noto industriale

bresciano, che poi gli farà da copilota nella gara,

a farsi assegnare per la Mille Miglia del

23 aprile, direttamente da Enzo Ferrari, la 166 MM

Barchetta Touring con la quale Villoresi aveva da

poco partecipato al giro di Sicilia.

Era giunta finalmente per Bassi, all’ età di 44 anni

l’ occasione della vita !

Le sue riconosciute grandi doti di pilota unite ad una vettura d’ eccezione come la Ferrari 166 MM

Barchetta Touring, sarebbero state il giusto binomio per il coronamento di una vita trascorsa fra il

rombo dei motori fin da quando era un giovane meccanico alla Bresciana Officine Meccaniche. ( O.M.)

Bassi dopo essersi intrattenuto a colloquiare con l’ allora sindaco di Brescia prof. Bruno BONI, conscio

di quanto lo stava aspettando, alle 7.05 di quel 23 aprile sotto una pioggia battente, partì da viale

Rebuffone con a fianco il fido Aldo Berardi. Testimoni raccontano di averlo visto passare in viale della Bornata

ad una velocità doppia degli altri . Nel breve tratto di circa 20 Km che separavano la partenza

da Ponte S. Marco, frazione del suo paese natio, aveva già superato tre concorrenti anch’essi su Ferrari.

Giunto fra la sua gente di Calcinato che lo attendeva frenetica ai bordi della strada, sulla curva che precede

l’incrocio con via Cavour venendo da Brescia, mentre si accingeva a superare un’ altro concorrente,

perse il controllo della sua Ferrari, si dice, probabilmente a causa di un guasto al cambio e conseguentemente

di una marcia non entrata,   uscì di strada andando a schiantarsi contro un albero. Fu soccorso

dalla popolazione e dopo il passaggio della corsa fu portato a Brescia all’ ospedale Rossini ( vecchia Po-

liambulanza ) di via dei Mille dove lo stesso giorno morì, nel vano tentativo di

RINCORRERE LA MERITATA GLORIA

che lo avrebbe finalmente consacrato fra i GRANDI dell’ automobilismo internazionale.